Fraternità Francescana
Madre della Riconciliazione e della Pace

Medjugorje, la Riconciliazione e la Pace

Lo scorso anno, Papa Francesco ha inviato l’arcivescovo di Varsavia-Praga, Mons. Henryk Hoser, a Medjugorje per verificare la pastorale vigente ed eventualmente suggerire migliorie. Mons. Hoser, in qualità di Commissario pontificio, durante la S. Messa presieduta nella chiesa parrocchiale di Medjugorje il giorno 1° aprile 2017, si è espresso così: “La venerazione della Madonna, così intenso qui, è talmente importante per il mondo intero, preghiamo per la pace perché le forze distruttive oggi sono immense, crescono continuamente scontri nelle famiglie, nelle società, nei paesi, abbiamo bisogno dell’intervento del Cielo e la presenza della Beata Vergine Maria è uno di questi interventi, è l’iniziativa di Dio. Perciò, voglio incoraggiarvi, esortarvi come inviato speciale del Santo Padre. Diffondete in tutto il mondo la pace tramite la conversione del cuore, il miracolo più grande di Medjugorje sono le Confessioni, il sacramento della Riconciliazione, del Perdono e della Misericordia, questo è il sacramento della Risurrezionecerchiamo di essere apostoli della buona novella della conversione e della pace nel mondo… voi siete testimoni dell’amore di Cristo, dell’amore di Sua Madre e dell’amore della Chiesa”.


Alcuni giorni più tardi, il 5 aprile, durante la conferenza stampa, Mons. Hoser ha aggiunto: “Coloro che vengono qui scoprono qualcosa di eccezionale. La prima cosa è l’ambiente, l’atmosfera, che è di pace e pacificazione, come pure di pace interiore, di pacificazione del cuore. Essi scoprono pure un grande spazio di spiritualità profonda… Comunemente si dice che Medjugorje è un luogo di culto mariano, ed è vero. Ma, se andiamo in profondità, vediamo che a Medjugorje il culto è essenzialmente cristocentrico, perché ha al centro la celebrazione dell’Eucaristia, la trasmissione della Parola di Dio l’adorazione del Santissimo Sacramento, durante la quale si scopre che esso è la presenza reale di Gesù Cristo, nella sua divinità ed umanità. Alcuni scoprono la recita del Rosario, che in fondo è una preghiera di meditazione sui misteri della nostra fede. Infine, facendo la Via Crucis, essi entrano nel mistero pasquale, ossia nel mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo. Termino questo panorama con un accento più marcato riguardo al Sacramento del Perdono, la Confessione personale e personalizzata.

Dal punto di vista religioso, Medjugorje è un terreno molto fertile. In questi anni sono state enumerate seicentodieci vocazioni religiose e sacerdotali d’ispirazione medjugorjana: le più numerose sono in Italia, negli Stati Uniti ed in Germania. Tenendo presente l’attuale crisi di vocazioni, soprattutto in paesi di antica cristianità come l’Europa occidentale, questo fatto ci pare qualcosa di nuovo e, a volte, sconvolgente

A Medjugorje si sono insediate delle comunità, delle associazioni, delle opere sociali e caritative che vengono sommariamente stimate in una trentina…

La gente qui riceve ciò che non ha nel luogo in cui vive. In molti dei nostri paesi di antica cristianità la Confessione individuale non esiste più. In molti paesi non c’è l’Adorazione del Santissimo Sacramento. In molti paesi non si conosce più la Via Crucis ed il Rosario non viene recitato

Qui la gente arriva alla sorgente, sazia la sua sete del sacro: la sua sete di Dio, di preghiera, che viene riscoperta come contatto diretto con Dio. Direi che la gente qui sente la presenza del divino anche per mezzo della Santa Vergine Maria... Il ricorso a nostra Signora della Pace è, a mio avviso, essenziale. Qui il ruolo specifico di Medjugorje è estremamente importante.

Voi, cari amici, dovreste essere i portatori della Buona Novella: dite al mondo che a Medjugorje si ritrova la luce. Perché abbiamo bisogno di punti di forte luce, in un mondo che sta cadendo nell’oscurità. Io vi suggerisco, inoltre, di iscrivervi ai seminari che si svolgono qui, non so a quale, per scoprire quello che ancora non conoscete”.

Questo il contesto recente nel quale Papa Francesco, di ritorno da Fatima, dove ha partecipato ai festeggiamenti per il centenario delle apparizioni (1917-2017), si è inserito rispondendo alle domande di quanti sull’aereo lo intervistavano, in particolare su Medjugorje.

Questa la sua risposta ai giornalisti: Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario. Per Medjugorje Benedetto XVI ha istituito una commissione presieduta dal cardinale Ruini. Io ho ricevuto il risultato, era composta di bravi teologi, vescovi e cardinali. La relazione della commissione è molto, molto buona…

La relazione Ruini afferma che si devono distinguere le prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi e dice che si deve continuare a investigare quelle. Sulle presunte apparizioni attuali, la relazione presenta i suoi dubbi. 

Io personalmente sono più cattivo, preferisco la Madonna Madre che non la Madonna capo di ufficio telegrafico che ogni giorno invia un messaggio. E queste presunte apparizioni non hanno tanto valore: questo lo dico come opinione personale. C’è chi pensa che la Madonna dica: venite, quel tal giorno alla tal ora darò un messaggio a quel veggente.

Poi, terzo punto, c’è il fatto spirituale e pastorale, il nocciolo della relazione: gente che si converte, che incontra Dio, che cambia vita. E questo non grazie a una bacchetta magica. Questo fatto non si può negare

Adesso per vedere questo, ho nominato un vescovo bravo (Mons. Hoser) che ha esperienza per occuparsi della parte pastorale. Alla fine si dirà qualche parola»”.

Dalle parole di Papa Francesco, si evincono alcuni punti significativi:

1) la Commissione, composta da bravi teologi, vescovi e cardinali, ha consegnato una relazione molto, molto buona e invita a porre attenzione soprattutto sulle prime apparizioni, quando i veggenti erano ragazzi;

2) Papa Francesco riconosce che ci sono dei frutti: gente che si converte, che incontra Dio, che cambia vita, e questo non grazie a una bacchetta magica… Questo fatto non si può negare;

3) Mons. Hoser è confermato da Papa Francesco e gode di una grande stima: ho nominato un vescovo bravo che ha esperienza, e tutto ciò che Mons. Hoser ha detto su Medjugorje, in particolare durante la S. Messa del 1° aprile e nella conferenza del 5 aprile u.s., non impedisce al Papa l’attestato di stima di cui sopra.

Nel dicembre scorso Mons. Hoser, in una intervista rilasciata ad Aleteia ha affermato:

«Il culto di Medjugorje è autorizzato. Non è proibito e non deve svolgersi di soppiatto. La mia missione consiste precisamente nell’analizzare la situazione pastorale e nel proporre delle migliorie».

E aggiungeva: «Da oggi, le diocesi e altre istituzioni possono organizzare pellegrinaggi ufficiali. Non ci sono più problemi. Ma questa decisione dovrà essere presa dal Papa. Il dossier si trova ora negli uffici della Segreteria di Stato. Credo che a breve la decisione finale sarà presa».  

In ultimo, il giorno della festa della Visitazione della Beata Vergine Maria a santa Elisabetta e a conclusione del mese mariano, dalla Sala Stampa Vaticana giunge una notizia sorprendente per i tanti devoti della Regina della Pace, di seguito riportata integralmente.

In data 31 maggio 2018 il Santo Padre ha nominato S.E. Mons. Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo emerito di Warszawa-Praga (Polonia), Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis.

Si tratta di un incarico esclusivamente pastorale, in continuità con la missione di Inviato Speciale della Santa Sede per la parrocchia di Medjugorje, affidata a Mons. Hoser l’11 febbraio 2017 e da lui conclusa nei mesi scorsi.

La missione del Visitatore Apostolico ha la finalità di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione”.

Da quanto sopra, certamente possiamo ritenere che il Santo Padre non solo abbia grande stima di Mons. Hoser ma sia in totale sintonia con lui, data l’importanza dell’incarico affidatogli dopo le sue positive dichiarazioni sulla realtà pastorale di Medjugorje e sugli abbondanti frutti spirituali.

A conclusione, ricordo, perché non sia dimenticato, quanto detto da Mons. Hoser: Il ricorso a nostra Signora della Pace è essenziale. Qui il ruolo specifico di Medjugorje è estremamente importante… dovreste essere i portatori della Buona Novella: dite al mondo che a Medjugorje si ritrova la luce. Perché abbiamo bisogno di punti di forte luce, in un mondo che sta cadendo nell’oscurità.

Fr. Cristoforo Amanzi ofm